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Votazione Rousseau 2018

Domani martedì 16 gennaio e mercoledì 17 gennaio dalle ore 10 alle ore 21 si terranno le consultazioni online su Rousseau per le parlamentarie del MoVimento 5 Stelle.

Nel caso si creasse, per la grande partecipazione, l’effetto di coda virtuale ai seggi nelle ultime ore che potrebbe causare difficoltà ad accedere al sito, la scadenza sarà prorogata e sarà possibile votare fino alle 14 di giovedì 18 gennaio. In ogni caso si suggerisce di non aspettare all’ultimo per votare.

Ogni iscritto potrà esprimere tre preferenze per i candidati nel proprio collegio plurinominale alla Camera e tre preferenze per quelli nel proprio collegio plurinominale al Senato. Possono partecipare alle votazioni tutti gli iscritti alla nuova Associazione MoVimento 5 Stelle con documento certificato.

Gli iscritti da questo momento in poi non potranno più fare modifiche al profilo fino alla fine delle votazioni. Non verranno certificati ulteriori documenti per nuove iscrizioni.

Buona partecipazione a tutti!

http://www.movimento5stelle.it/index.html

Rifiuti, così abbiamo normalizzato Roma dopo anni di disastri

di Pinuccia Montanari, Assessore all’Ambiente di Roma

A Roma il sistema di raccolta ha tenuto, pur di fronte all’impennata di produzione dei rifiuti del periodo natalizio. Siamo intervenuti riportando le situazioni di criticità alla normalità. Le polemiche non ci interessano e soprattutto non interessano ai cittadini.

Le dichiarazioni di politici e rappresentanti delle istituzioni, del tipo “Abbiamo salvato Roma invasa dai rifiuti”, fanno sorridere perché sono una sorta di autoaccusa. Coloro che oggi puntano il dito hanno delle gravi responsabilità per la situazione impiantistica di Roma. Noi stiamo lavorando in silenzio ed abbiamo invertito la rotta. Sono pronti tre progetti, per le cui aree abbiamo avviato l’iter.

Confidiamo di depositare in Regione tutto entro gennaio 2018.

Stiamo dando in Ama risposte strutturali per rilanciare l’azienda.

Pizzarotti ha dichiarato che in 6 anni ha raggiunto l’80% di raccolta differenziata in una città che è grande soltanto come uno dei 15 Municipi di Roma. Noi porteremo la raccolta differenziata porta a porta a 490.000 abitanti nei prossimi tre mesi e arriveremo nel corso del 2018 a 1,2 ,milioni di cittadini. Il primo test con il quale ci siamo misurati, il porta a porta nel quartiere ebraico, ha portato ottimi risultati: l’85% di raccolta differenziata e nessun rifiuto a terra. E stiamo procedendo in quella direzione. Quindi le accuse di inefficienza le rispediamo al mittente.

In questa necessaria fase di transizione speriamo finisca l’era dei presunti ricatti o delle pressioni indebite. Nel rispetto della normativa abbiamo attivato tutte le azioni necessarie a mantenere in sicurezza Roma, a partire dall’accordo con diverse regioni nel rispetto dei principi di prossimità ed economicità come vuole la legge. L’Emilia Romagna è rientrata in un profilo di misura cautelativa. E di certo la sottoscritta non ha mai contattato aziende, tanto meno in Emilia Romagna perché non rientra nei miei compiti istituzionali, come invece falsamente ha dichiarato qualcuno.

In pochi mesi stiamo recuperando anni persi, decenni di ritardi. La vera risposta ai problemi di Roma sta nella programmazione che stiamo attuando sia per quanto riguarda la raccolta che l’impiantistica. Sulla raccolta stiamo procedendo a tambur battente, sull’impiantistica anche.

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Chi paga meno tasse alzi la mano

Dopo anni di profondo rosso, ora il dato sul Pil torna soltanto a galleggiare, lasciando l’Italia tra i fanalini di coda e a un punto circa di distanza dalla crescita media Ue. Ma tanto basta alle fanfare della propaganda di governo per sbandierare un dato che in realtà è un’illusione ottica: il calo della pressione fiscale.

E’ falso dire che le tasse diminuiscono quando le si osserva in rapporto al Pil ed è solo quest’ultimo che sale. In realtà, i numeri assoluti dicono tutt’altro. Le entrate tributarie del 2016, al netto del gettito della voluntary disclosure, sono aumentate del 2,4% rispetto al 2015 e complessivamente hanno superato i 451 miliardi. Nel 2014, invece, il dato era fermo ad appena 419 miliardi, oltre 30 miliardi in meno. I telegiornali possono continuare a fare tutta la propaganda che vogliono, ma i cittadini conoscono la verità sulla loro pelle.

D’altronde, chiedete a un italiano medio se ha la percezione di pagare meno tasse e vedrete cosa vi risponderà. Anche perché il giochino, pesante e squallido, fatto dai governi negli ultimi anni è stato quello di diminuire o tener ferma la tassazione centrale per poi scaricarne le conseguenze sugli enti locali, tramite tagli ai trasferimenti. Così poi i comuni o gli enti di area vasta hanno dovuto alzare le imposte locali, le tariffe o tagliare i servizi essenziali per far quadrare i conti. Con ricadute gravissime, come al solito, per i cittadini.

Un dato? I soli sindaci tra il 2008 e il 2013 hanno avuto una riduzione di risorse per 17 miliardi di euro. Un massacro. Con il MoVimento 5 Stelle al governo niente più trucchi statistici. Soltanto un fisco più semplice e più equo.

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Tutti i diritti sono degli autori indicati alla fonte: Il Blog delle stelle : http://www.ilblogdellestelle.it/2018/01/chi_paga_meno_tasse_alzi_la_mano.html

Più garanzie alle famiglie, più figli: più felicità!

di Luigi Di Maio

Avete visto il rapporto Istat sulla natalità? Calano i nati e diminuisce il tasso di fecondità, lontanissimo da quel “tasso di sostituzione” che servirebbe a mantenere la popolazione totale su livelli almeno costanti (poco oltre i 2 figli per donna).

I dati sono allarmanti:
473.438 bambini nati nel 2016, cioè -12mila sul 2015 e -100mila rispetto a 8 anni fa. Come sottolinea l’Istat il calo riguarda in particolare le famiglie italiane. Il tasso di fecondità complessivo è in calo a 1,34 per donna, 1,26 per le donne italiane. Senza l’apporto degli immigrati i risultati sarebbero ancora più tragici. E personalmente posso dire che è una tristezza. Perché vuol dire che gli italiani non si sentono nelle condizioni di poter fare una famiglia o di poterla allargare.

Questo vero e proprio tracollo si spiega con le politiche dei governi di centro-destra e di centro-sinistra. Il filo rosso che ha unito tutto l’arco politico in questi anni riguarda due settori in particolare:

– la spesa per il sostegno alle famiglie e ai bambini, che secondo i dati Eurostat è stabile intorno ad un misero 1,5% del Pil contro l’1,7% medio della Ue e il 2,5% della Francia (paese che vanta un tasso di fecondità maggiore di 2)

– il mercato del lavoro, liberalizzato e reso precario anno dopo anno fino al Jobs Act del governo Renzi, e gravato da una disoccupazione reale che si aggira intorno ai 6 milioni di unità

Come possiamo pretendere che giovani disoccupati o sottoccupati, senza reddito, abitazione e stabilità lavorativa mettano su famiglia, con tutti gli oneri economici che ciò comporta? E come possiamo pretendere che chi, nonostante tutto, ha il coraggio di farlo si permetta anche il lusso di una famiglia numerosa? Nel paese transalpino sin dal 2006 si è garantito un assegno mensile da 750 euro alle madri che scelgono il congedo di maternità di 1 anno e le garanzie per le madri lavoratrici sono ben più solide che nell’Europa meridionale e centrale.

Maternità e carriera possono e devono andare insieme.

A ciò si aggiunga che le famiglie francesi con tre o più figli godono di sensibili vantaggi per l’uso dei servizi essenziali, il sistema fiscale per le famiglie è molto favorevole e le scuole materne sono gratuite. Infine, dal 2001 il congedo di paternità può durare fino a 14 giorni e dal 2004 per ogni figlio c’è un premio alla nascita di 800 euro. Questa è una vita di qualità. Più garanzie alle famiglie, più figli: più felicità! È un impegno solenne che porteremo a compimento nell’arco della prossima legislatura se andremo al governo. Sappiamo già cosa fare, sappiamo già che funziona. Lo faremo. Perché per far crescere l’Italia bisogna tornare a fare figli e le famiglie vanno sostenute seriamente.

Chi sono i populisti? Il partito che si vende un bonus mamma come una misura rivoluzionaria o chi, come noi, vuole replicare in Italia le buone pratiche della vicina Francia?


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